Il buio oltre la siepe, di Harpen Lee

ilbuiooltrelasiepeQuesto libro mi è stato consigliato da molti fra professori, amici e scrittori, ma ammetto di averlo ignorato per quasi dieci anni, spaventata da tematiche che ritenevo troppo pesanti, quale la discriminazione razziale nell’America degli anni Trenta. Un altro libro tricia fegato, pensavo, non fa per me… e non potevo essere più in errore.

Questo bellissimo libro è stato pubblicato nel 1960, da Harpen Lee, ed ebbe un immediato successo, tanto da far vincere all’autrice il premio Pulizer lo stesso anno. Nel 1962 esce poi nelle sale il film diretto da Robert Mulligan, con protagonista Gregory Peck, vincitore di tre premi oscar (sotto il trailer).

Sarà la piccola Scout, con l’ingenuità e la purezza di una bambina di otto anni, a raccontarci spensierata delle estati passate cercando di svelare, insieme a Dill e il fratello Jem, il mistero di casa Radley, ma soprattutto delle reazioni della cittadina di Maycomb, Alabama, quando il padre, l’avvocato Atticus Finch, prenderà le difese del giovane di colore Tom Robinson, accusato ingiustamente di aver violentato una ragazza bianca.

Solo una nota: come al solito non sono d’accordo con la traduzione in italiano del titolo, che in inglese è To Kill a Mockingbird, ovvero uccidere un usignolo, o un merlo, che ha forti riferimenti all’interno del testo.

I contendenti, di Grisham

I contendentiQuesto libro non sbalordisce. Inizia con David Zinc, giovane avvocato schiavizzato in un importante studio legale, che abbandona il lavoro (e uno stipendio notevole) per rifugiarsi in un bar, schiacciato dalla pressione di un ambiente che detesta. Dopo essersi preso una bella sbronza, finisce quasi per caso davanti al piccolo studio legale Finley&Figg, i cui soci sono due avvocati dalla dubbia moralità che sbarcano il lunario con incidenti stradali. Si fa assumere, e viene così coinvolto in un caso legale contro la più grande casa farmaceutica americana. Alla fine David è abbastanza in gamba da cavarsela, come lo scoprirete leggendo il libro.

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Presunto Innocente, di S. Turow, e altro ancora.

Ho finito Presunto Innocente, di Scott Turow, un thriller legale scorrevole e ben scritto (anche se la mia edizione usata antidiluviana era piena di errori di battitura). Turow, avvocato penalista, ci guida nel complesso caso di un viceprocuratore capo accusato di aver ucciso l’amante e collega Caroline. Colpevole, innocente o incastrato da qualcuno? Una finestra sul complicato e affascinante mondo forense.

Ieri mi sono avventura nelle prime centocinquanta pagine di Uomini che odiano le donne, di S. Larsson.

Ho scelto questo libro sostanzialmente per due motivi:

A) molti ne hanno intessuto le lodi;
B) era già in casa (non un mio acquisto però);

Per ora non mi colpisce molto. La storia prosegue lentamente e a 1/4 del libro la trama non mi ha ancora agganciato. Staremo a vedere.

Per quello che riguarda l’esperimento con l’audiobook di Orwell, devo ammettere che è miseramente fallito. Passato l’entusiasmo iniziale, che mi ha portato in due giorni ad ascoltare metà del libro, mi sono completamente disinteressata.

Infine, non vi preoccupate, non mi sono dimenticata di On Writing, The Dark Half e Il Simbolo Perduto. Ai primi due mi dedico in parallelo alle letture principali, a spizzichi e bocconi, il terzo invece l’ho prestato e quindi aspetto che mi venga restituito.

LA SPARO GROSSA: se riuscirò nel mio intento dei 30 libri, a fine anno pubblicherò un elenco completo di ciò che ho letto e stilerò una breve classifica.