Il buio oltre la siepe, di Harpen Lee

ilbuiooltrelasiepeQuesto libro mi è stato consigliato da molti fra professori, amici e scrittori, ma ammetto di averlo ignorato per quasi dieci anni, spaventata da tematiche che ritenevo troppo pesanti, quale la discriminazione razziale nell’America degli anni Trenta. Un altro libro tricia fegato, pensavo, non fa per me… e non potevo essere più in errore.

Questo bellissimo libro è stato pubblicato nel 1960, da Harpen Lee, ed ebbe un immediato successo, tanto da far vincere all’autrice il premio Pulizer lo stesso anno. Nel 1962 esce poi nelle sale il film diretto da Robert Mulligan, con protagonista Gregory Peck, vincitore di tre premi oscar (sotto il trailer).

Sarà la piccola Scout, con l’ingenuità e la purezza di una bambina di otto anni, a raccontarci spensierata delle estati passate cercando di svelare, insieme a Dill e il fratello Jem, il mistero di casa Radley, ma soprattutto delle reazioni della cittadina di Maycomb, Alabama, quando il padre, l’avvocato Atticus Finch, prenderà le difese del giovane di colore Tom Robinson, accusato ingiustamente di aver violentato una ragazza bianca.

Solo una nota: come al solito non sono d’accordo con la traduzione in italiano del titolo, che in inglese è To Kill a Mockingbird, ovvero uccidere un usignolo, o un merlo, che ha forti riferimenti all’interno del testo.

Pechino è in coma, di Ma Jian

Questo è un libro da leggere, per ricordare un evento tragico e brutale che quest’anno giungerà al suo ventiquattresimo anniversario: la strage di Piazza Tienanmen, 3-4 giugno 1989. Io sarei nata pochi mesi dopo. È un libro da leggere per comprendere la storia brutale della Cina, con la capacità di coinvolgimento che solo un romanzo sa creare.

Dai Wei, in coma da dieci anni, è doppiamente prigioniero. Il 4 giugno 1989 è stato colpito alla testa da un proiettile durante la rivolta di piazza Tienanmen. Da allora “vive” su un letto di ferro: prigioniero del proprio corpo, prigioniero della polizia, che aspetta il suo risveglio per arrestarlo.

E mentre Dai Wei giace nel suo letto ricorda.

carri armatiRicorda prima della sua infanzia e del rapporto con il padre, marchiato come “destroide” e costretto alle atrocità dei campi di riabilitazione politica per quasi vent’anni, della Rivoluzione Culturale e degli ultimi anni della dittatura di Mao.

Ricorda poi la nascita e l’evoluzione del movimento studentesco che da maggio del 1989 si radunò in piazza Tienanmen per chiedere un dialogo paritario con il governo per la lotta alla corruzione e per la democrazia. Ricorda le liti di potere fra gli studenti, le frange estremiste, le risposte del Partito, e soprattutto la notte del 3 giugno e l’alba del 4 quando l’esercito che aveva circondato Pechino abbatterà i blocchi creati da studenti e cittadini con i carri armati e marcerà sparando ad altezza uomo sulla folla.

E Dai Wei non solo ricorda, ma continua a percepire il mondo esterno e a raccogliere informazioni dai racconti di chi è rimasto in vita e lo va a trovare, scoprendo così che il movimento verrà indicato come contro-rivoluzionario, i partecipanti condannati o uccisi, i morti non identificati, le stime falsificate, l’argomento reso tabù, i superstiti perseguitati…

L'immagine simbolo: un uomo disarmato ferma l'avanzata dei carri armati.

L’immagine simbolo: un uomo disarmato ferma l’avanzata dei carri armati.

e assiste all’evoluzione economica che anestetizza la coscienza, e alla ricerca da parte del Partito del consenso internazionale per le Olimpiadi, quando ancora perseguitava tutti coloro considerati “dissidenti”… e sappiamo come è andata a finire.

E se il coma di Dai Wei rappresenta lo stato della Cina, riuscirà a svegliarsi? C’è solo un modo per scoprirlo: prepararsi a un pugno nello stomaco e leggere questo fantastico libro.

 

Auschwitz, ero il numero 220543 – Denis Avey

Questa la testimonianza di Denis Avey, soldato inglese, reduce della Desert War e del campo di prigionia militare E715.

Durante i lavori forzati alla IG Farben, per due volte, e di sua spontanea volontà, scambia la sua divisa con quella di Hans, ebreo prigioniero ad Auschwitz III, ed entra nel campo di concentramento. Si priva così della poca protezione concessa ai militari dagli accordi di Ginevra e diventa un “destinato allo sterminio”. Solo leggendo il libro capirete il perché di questo gesto, della sua umanità e disperazione.

Durante la prigionia, Avey aiutò anche Ernest Lobethall, mettendolo in contatto con la sorella e rifornendolo di sigarette. Queste gli permisero di comprarsi un paio di scarpe, che durante le marce della morte del 1945 gli salvarono la vita. Il libro riporta anche la sua terribile testimonianza.

Per i video-testimonianza visita il sito della BBC.