I tentativi di pensiero

Ho fatto un po’ di tentativi e alla fine ho deciso di unire tutti i miei “inizi di stato” di stasera in un post.

Guardando il trailer de Le 5 leggende, nuovo cartoon della Dreamworks, ho notato che ora Babbo Natale è tatuato. Questo mi piace molto, anche  se in realtà l’idea che il grande nonno brandisca una spada, mentre il Coniglietto di Pasqua lancia uova esplosive, mi fa solo tristezza. Babbo Natale dovrebbe essere nella mente dei bambini una figura gentile, candida, portatore di balocchi e gioia. Non un omaccione pronto a fare a botte per salvare l’umanità. Non funziona. E poi ho una naturale repulsione per le fatine dei denti da quando ho scoperto che sono mostriciattoli mangia ossa che trucidavano bambini (e non so quale Papa fece un patto con il popolo della notte per cui i bambini avrebbero lasciato un dente sotto al cuscino in cambio di un soldo… terribilmente reale).

Prima stavo cercando Non è un paese per vecchi, e non l’ho trovato. In compenso ho guardato l’ultimo Harry Potter, parte prima. Devo ammettere una discreta malinconia. Malinconia verso una passione, una voglia di credere, che si può avere solo da bambini. Mi ricordo che pregavo che mi arrivasse un gufo, e anche se non fosse arrivato, pregavo che la magia esistesse comunque. Ora mi rendo conto che la cosa era parecchio blasfema. D’altra parte ora non credo più in nessun dio, e invece ho capito che la magia esiste. La magia  è ovunque intorno a noi. E badate bene, io non credo: io ne sono certa. La magia c’è. La magia esiste.

Ho iscritto un racconto horror e un racconto lungo in stile cyberpunk a due concorsi. Sono molto curiosa di vedere come andranno. Dovrei scoprirlo per entrambi a fine mese. Mi piacerebbe moltissimo che il racconto cyberpunk si classificasse. Impazzirei di gioia e sarebbe una conferma non da poco. Lo stesso vale per il racconto horror. Potrei tirare un lungo sospiro di sollievo e dire a me stessa che ho fatto le scelte giuste, perché anche un caterpillar ogni tanto ha bisogno di una controllatina al motore.

Bonbon di cocco e cacao

Oggi ho deciso di pubblicare la ricetta di un dolce buono e facilissimo da fare: bonbon di cocco e cacao. Uno tira l’altro.

INGREDIENTI:

  • 250 g di ricotta;
  • 125 g di cocco in polvere;
  • 125 g di zucchero a velo vanigliato;
  • cacao amaro in polvere;

PROCEDURA:

Unire la ricotta al cocco e allo zucchero. Consiglio di aggiungere gli ingredienti gradualmente così in corso d’opera potete decidere di mettere meno cocco o zucchero, a seconda dei vostri gusti. Fare delle polpettine con l’impasto e passarle nel cacao amaro. Mettere in frigo per un’ora. Mangiare.

Londra, arrivo! E la valigia?

ok, domani si parte per Londra. Due settimane e con me ho solo il famigerato bagaglio a mano della Ryanair, quello 55x40x20 cm che non può pesare più di 10kg o ti buttano giù dall’aereo dopo che ha già preso quota. Ma, credetemi o no, può bastare.

Vediamo cosa sono riuscita a infilare in valigia: 3 paia di jeans, 10 maglie, 1 giubbino, 1 pigiama, intimo in giusta quantità, 1 accappatoglio di fibra, 2 asciugami (di cui uno in fibra), 1 paio di scarpe, 2 paia di ciabatte, 1 asciugacapelli (da viaggio), il sacchetto trucchi/Aspirina, 1 borsa, 1 portatile (con cavi), 1 guida di Londra, 1 macchina fotografica (con cavi)… e 1 ombrello… perché sembra che pioverà sempre e la temperatura andrà dai 12 ai 20 gradi. Naturalmente fuori rimangono la busta con i liquidi, e una giacca con un altro giubbino per il viaggio. E mi sono sicuramente dimenticata qualcosa…

Insomma, lo trovo un minimo accettabile e se mai mi servisse qualcosa, penso che Londra mi verrà in soccorso. Sto arrivando!

Riflessione sulle emozioni

Questa riflessione nasce da un’immagine
fittizia: la trasformazione del mio corpo in un essere sintetico, con la sostituzione della pelle con la plastica, degli occhi con protesi vitree, del cervello con una macchina. E dell’incapacità di immaginare il mio volto senza espressioni o emozioni.

Posso camuffare i miei sentimenti più o meno bene, a seconda delle circostanze, delle intenzioni e della forza dell’emozione stessa.
Ma non posso smettere di provare sentimenti. Non posso diventare apatica. Perché le emozioni che proviamo e il modo in cui le proviamo sono a mio avviso connaturate al nostro essere.

Prediamo per esempio la rabbia: immagino che imparare a controllare l’ira, non implichi smettere di arrabbiarsi, ma gestire le sue conseguenze in maniera più efficiente e meno distruttiva verso se stessi e gli altri.

Smettere di arrabbiarsi, eliminare la rabbia dai sentimenti, equivarrebbe a privare l’essere umano di una delle sue fondamentali emozioni. E la singola persona di una parte della sua personalità.

Se il controllo della rabbia è necessario, per una persona che si avvii lungo questa strada, si deve trattare di una lotta epica, contro qualcosa che ha radici profonde, frutto non solo della vita, ma anche del corpo.