Un’inquietante simmetria, di Audrey Niffenegger

Riflettendo a distanza di qualche settimana su Un’inquietante simmetria, il primo pensiero è sempre lo stesso: un libro stupido. Stupido perché aveva un potenziale enorme che però non è esploso. Stupido perché Audrey Niffenegger, autrice di un romanzo come La moglie dell’uomo che viaggiava nel tempo, sarebbe stata capacissima di farlo esplodere. Insomma, nel caso non fosse chiaro: avevo delle aspettative altissime e invece sono rimasta delusa. 

inquietante simmetriaMorta all’età di quarantaquattro anni, Elspeth Noblin lascia la sua dimora londinese alle nipoti gemelle, Julia e Valentina. Le ragazze non hanno mai conosciuto la zia: sanno solo che anche lei e la loro madre erano sorelle gemelle. Per godere dell’eredità devono però trasferirsi nell’appartamento di Elspeth, a Londra, in una casa che confina con il cimitero di Highgate. E qui avranno presto a che fare con gli altri abitanti del palazzo: Martin, brillante studioso affetto da una grave nevrosi; sua moglie Marjike, intrappolata dalla malattia del marito; e Robert, lo sfuggente amante di Elspeth, impegnato in una tesi di dottorato sulla storia del cimitero, che brulica di strane “presenze”, tra cui la stessa Elspeth…

Ok, il mio giudizio sicuramente è influenzato dalle aspettative iniziali, però nel calderone del romanzo erano presenti: due coppie di sorelle gemelle stravaganti e morbose, il mistero di un rapporto interrotto, tre storie d’amore al limite del possibile, un fantasma, un cimitero… eppure gli elementi non s’incastrano, la trama risulta poco credibile e così anche il finale. La storia crolla perché durante la lettura non ho fatto altro che chiedermi: ma perché fanno questa cosa? Nessuno mai si comporterebbe così… e nemmeno così…

Audrey Niffenegger è una scrittrice che mi piace, ma vi consiglio di lasciar perdere Un’inquietante simmetria e di provare invece La moglie dell’uomo che viaggiava nel tempo.

Buona lettura!