Fiori per Algernon di Daniel Keyes

Fiori per Algernon nasce come un racconto di fantascienza e nel 1960 vince il premio Hugo. Poi viene successivamente sviluppato dall’autore fino a diventare l’omonimo romanzo, che vince nel 1966 il premio Nebula. È sicuramente il lavoro più conosciuto di Daniel Keyes, che nel 2000 è stato insignito del premio Author Emeritus dalla Science Fiction and Fantasy Writers of America. Come se non bastasse viene definito come: “un classico della letteratura in lingua inglese del XX secolo e uno dei più bei racconti di fantascienza di sempre”. Curiosi?

Fiori per AlgernonIl primo impatto con questo libro è difficilissimo: quasi venti pagine sgrammaticate e piene di errori, che però ci introducono ai pensieri semplici e diretti di Charlie Gordon, protagonista del romanzo insieme ad Algernon, un topolino speciale che grazie a un’operazione è diventato più intelligente di molti esseri umani.

Venti pagine che piano piano evolvono, perdono la sgrammaticatura e acquistano la scorrevolezza di una narrazione avvincente, perché il lettore non può non affezionarsi a questa storia e seguire con un po’ d’apprensione la sorte dei suoi personaggi.

Non vi dirò di più sulla trama. Non mi ha commosso (molti dicono di essersi commossi leggendolo, se siete facili alle lacrime preparate i fazzoletti), probabilmente perché era intuibile l’arco della trama, ma mi è molto piaciuto. Ovviamente lo consiglio.