Il richiamo della foresta, di Jack London

Questo libro è stata una rivelazione! Di Jack London sapevo pochissimo: mi ricordavo che era uno scrittore dalla vita fuori dal comune (pescatore di ostriche, cacciatore di foche, cercatore d’oro in Klondike) e che era l’autore di Zanna Bianca, un libro per ragazzi con protagonista un lupo. Di solito, quando il personaggio principale è un animale, succedono cose strane: o le bestie iniziano a parlare (detta umanizzazione), o sono terribilmente cattive, o hanno qualche valore allegorico o magico. Non avevo voglia di leggere nulla di simile, ma nonostante questo, mi sono lasciata tentare. E sapete che ho scoperto? 

Richiamo della forestaChe il cane Buck, protagonista de Il richiamo della foresta, non rientra in questi casi. Rapito da una tranquilla esistenza nella villa del giudice Miller, Buck viene rivenduto al Nord per tirare le slitte che seguono i cercatori d’oro, e in questo viaggio scoprirà la dura legge della mazza e della zanna, il lavoro stremante, il dominio sul branco, la lotta e la caccia.

Con precisione chirurgica London ci descrivere l’emergere, dall’interno, del primordiale sopito ma mai cancellato, del lupo atavico che vive dentro al cane. È la natura selvaggia; la ferocia coraggiosa e sublime, spietata e magnifica, della fiera che uccide per mangiare. E il lettore non potrà fare altro che seguire Buck nella sua trasformazione, pagina dopo pagina, in un ritmo incalzante e violento, attratto inesorabilmente anche lui dal richiamo della foresta.

E quando, nelle silenziose notti gelate, puntava il muso a una stella e ululava a lungo come un lupo, erano i suoi antenati, ormai ridotti in polvere, a puntare il muso a una stella e ad ululare lungo i secoli attraverso di lui.

Credits: immagine foresta di Gabriele Altimari – Opera propria, CC BY 3.0