Bellezza e tristezza, di Yasunari Kawabata

Questo è uno di quei libri che si rivelano essere una lettura interminabile nonostante le poche pagine (180 ca). A incuriosirmi è stata la storia dell’autore: nel 1968 Kawabata Yasunari è stato il primo scrittore giapponese premiato con il Nobel alla letteratura. Bellezza è tristezza è del 1965. Ora mi rendo perfettamente conto di non avere le basi culturali per capire appieno un libro giapponese degli anni sessanta. Posso semplicemente dirvi che non mi è piaciuto.

Bellezza e tristezzaIl problema di Bellezza e Tristezza è che non mi ha coinvolto nonostante la tremenda drammaticità della trama, le storie dei personaggi elencate come in un decalogo, intervallate da pagine di storia di templi, pittori è nobili giapponesi.

Le intenzioni dei personaggi sono chiare, spiegate fin troppo, fredde, lontane. Molti spunti interessanti vengono recisi senza trovare conclusione, rimangono domande aperte a cui rispondo senza troppa voglia, perché non sono agganciata emotivamente, nemmeno con uno scatto di rabbia.

Inoltre, se mi avessero dato in mano questo libro senza dirmi nulla dell’autore, avrei indovinato che si trattava di un uomo fin dalle prime pagine… per non parlare dell’infinita poetica del capezzolo. Ora capisco la fascinazione maschile, ma… che noia.