Mangiatori di Morte, M. Crichton

Da bambina adoravo il film Il 13° Guerriero, e mentre le mie compagne imparavano a memoria le battute di Titanic io recitavo impettita:

Ecco là io vedo mio padre, ecco là io vedo mia madre e le mie sorelle e i miei fratelli, ecco là io vedo tutti i miei parenti defunti, dal principio alla fine. Ecco, ora chiamano me, mi invitano a prendere posto in mezzo a loro nella sala del Valhalla, dove l’impavido può vivere per sempre.

Probabilmente sono anche l’unica a cui è piaciuto, visto che è fra i film con maggiori perdite nella storia del cinema, aggiudicandosi il sesto posto in graduatoria. D’altra parte al primo c’è Corsari, altro film che alla veneranda età di dieci anni guardavo sempre volentieri. Tutto questo per dire che potete immaginare il mio stupore quando ho scoperto che Il 13° Guerriero è tratto da un romanzo di uno dei miei autori preferiti: Mangiatori di morte di Michael Crichton. Il cuore attiva il turbo e… 

Michael Crichton - Mangiatori di Morte…non poteva reggere il confronto. Competere con questo mio amore giovanile era quasi impossibile, ma il romanzo risulta una lettura gradevole e veloce, e mi ha sorpresa la buona fedeltà della pellicola allo scritto.

Come molti libri di Crichton, si sviluppa come un falso storico, ovvero il ritrovamento, per citare il sottotitolo dell’edizione inglese, “del manoscritto di di Ahmad Ibn Fadlan sulle sue esperienze con i Vichinghi nel 922 d.C.”. Il testo si presenta quindi come annotato, e con una bibliografia finale. E io, che sono una gran credulona, come per Timeline di Crichton e Memorie di una Geisha di Arthur Golden, sono subito caduta in trappola, per poi impattare con la sconcertante verità… d’altra parte preferisco così: perdermi nelle storie, nelle strade…

Il colto dignitario arabo Ibn Fadlan viene inviato in missione diplomatica dal suo califfo nella terra dei vichinghi. Siamo nel 922 dopo Cristo, ed egli annota nel suo diario di viaggio ciò di cui è testimone. Incontra gruppi di “barbari” che curano molto meno l’igiene di quanto non facciano con il cibo, l’alcol e il sesso. Ma nonostante la sua diversità, viene accolto nel clan vichingo, gode della protezione del suo capo e seguirà il gruppo fino in Scandinavia, fino alla lotta finale contro le misteriose creature della nebbia.

Finito il libro ho ripescato il DVD dal cassetto dei film. Il disco è talmente usurato che il centro è letteralmente sbriciolato. Funzionava ancora, così sono partita insieme agli intrepidi normanni, accompagnata dall’esaltante colonna sonora, pronta a ridere della morte in battaglia insieme ai miei compagni d’avventura, e a diventare un impavido.

Vi lascio con un mega SPOILER del finale del film: