La ragazza meccanica, Paolo Bacigalupi

La ragazza meccanica ha ottenuto alcuni dei riconoscimenti più importanti per la letteratura di fantascienza inglese, ovvero il Premio Nebula, il Premio Hugo e il Premio John Wood Campbell Memorial. Bastano poche pagine per essere catapultati nel caldo torrido dei mercati di Bangkok alla ricerca di nuovi frutti resistenti alle mutazioni di virus genemodificati, in una città devastata dal crack energetico e minacciata dall’avanzare dell’oceano.

La ragazza meccanicaEmiko è una Neo Persona frutto dell’ingegneria meccanica, istruita per servire grazie al gene dell’obbedienza del cane; bellissima, ma incompleta, la pelle perfetta incapace di sudare, fragile in un mondo dove rischia di surriscaldarsi; spazzatura giapponese. Eppure è un giocattolo che ha sviluppato un sogno: il desiderio di essere libera. E questo semplice pensiero sarà l’innesco che inconsapevolmente la renderà forte, e porterà alla rovina la città.

La ragazza meccanica è un intreccio di storie, una lotta fra lupi per la carcassa di un mondo ridotto all’osso dalle carestie. La trama è la guerra per il primato commerciale, per il potere del comando, per la salvaguardia dei principi, la rivalsa e la vendetta, e soprattutto per rimanere vivi.

Appassionante, in special modo nella parte finale, dove gli eventi degenerano velocemente e in maniera inaspettata. Grande cura per l’ambientazione, anche se si rivela un’arma a doppio taglio: a volte descrizioni troppo dettagliate rallentano il ritmo e il lettore si trova un po’ confuso fra i termini di un mondo futuro di cui non mastica bene il linguaggio.