La svastica sul sole, di Philip K. Dick

La svastica sul sole, titolo originale The Man in the High Castle (L’uomo nell’alto castello), viene pubblicato nel 1962 e vince il Premio Hugo come miglior romanzo – uno dei più importanti riconoscimenti nell’ambito della letteratura fantascientifica.

la svastica  sul sole, copertinaNel romanzo, Giappone e Germania hanno vinto la Seconda Guerra Mondiale e si sono spartiti i continenti. In questo contesto storico si intrecciano le storie dei personaggi, alle porte di un nuovo, terrificante e definitivo, conflitto globale.

La svastica sul sole è una matriosca di idee: non racconta solo di come sarebbe stato se l’Asse avesse vinto la guerra, ma tramite il pseudobiblion La cavalletta non si alzerà mai più, opera di fantapolitica scritta da uno dei personaggi del libro, scopriamo un’altra realtà ancora, ovvero quella in cui Hitler ha perso la guerra, e che però non coincide con la Storia che conosciamo. La struttura del romanzo è quindi affascinante e complessa.

Eppure lo sviluppo storico non è protagonista assoluto della narrazione, come non lo è La cavalletta. Il libro segue le vicende di diversi personaggi destinati a sfiorarsi e a influenzarsi. Tant’è che alla fine del romanzo, dopo aver creato l’innesco per il nuovo conflitto, Dick lascia la domanda aperta senza dare risposta. E il lettore rimane preso all’amo: ma…ma…ora mi devi dire come va a finire! A noi il potere di immaginarlo.

La svastica sul sole, cartina

 

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