Oculus

C’era una volta uno specchio incantato… no, ops… infestato. Con l’uscita in libreria di Under sono stata un po’ impegnata, prometto di scrivere presto qualche altro post (sto leggendo La svastica sul sole, di Dick…). Intanto la recensione di Oculus, film horror del 2013.

Oculus locandinaOculus parte da una buona idea: Tim esce da un istituto dopo aver ucciso, a 10 anni, il padre-pazzo che ha appena assassinato la madre. Ad aspettarlo nel mondo reale c’è la sorella, che sostiene che il colpevole della pazzia del padre sia uno specchio posseduto, che si è premurata di infilare nella loro ex-casa, circondato da telecamere, in modo da poterlo “uccidere”.

Il risultato è che per i primi dieci minuti non sai se lo specchio sia infestato, la sorella pazza, o se lo sia Tim. Questo genera tensione, suspance. Peccato però che il mistero venga subito svelato (già nel trailer in realtà). Fine della parte originale, inizio dei tipici cliché da film horror. Punti a favore: l’intrecciarsi parallelo delle due storie (del padre-pazzo con i protagonisti bambini, e di loro cresciuti vs lo specchio).