Black Boy, R. Wright

black boy Ho iniziato un open course dell’università di Yale sulla letteratura americana dal 1945 a oggi. Le prime lezioni sono dedicate a Black Boy di Richard Wright, l’arte dell’autobiografia e il rapporto fra pressione del contesto storico-editoriale e l’opera finale.

Black Boy si compone di due parti. La prima è la cruda storia di un ragazzo nero, povero, che affronta la sua infanzia agli albori del Novecento nel Mississippi. É la vita dell’autore, nel tentativo di un bambino di prendere il controllo sul linguaggio e la parola, unita alle vicende di altri per creare un black boy universale.

La seconda parte racconta del trasferimento di Wright a Chicago per migliorare le proprie condizioni di vita, ispirato dai sentimenti scaturiti dalle sue letture.  Qui entra nel Partito Comunista e molto è dedicato al rapporto  fra scrittura e politica.

Black Boy fu selezionato dal Book of the Month Club, il più importante club americano di vendita di romanzi per corrispondenza, a condizione di alcune modifiche al testo, tra cui la non pubblicazione della seconda metà.  Seguire la lezione di Yale aiuta a comprendere questo bellissimo libro, e a porsi nuove interessanti domande.

I would hurl words into this darkness and wait for an echo, and if an echo sounded, no matter how faintly, I would send other words to tell, to march, to fight, to create a sense of the hunger for life that gnaws in us all.

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