Storia di una lumaca che imparò l’importanza della lentezza, di L. Sepùlveda

Dopo il delizioso Storia di un gatto e del topo che diventò suo amico, pubblicato nel 2012, Sepùlveda torna con un’altra favola adatta tanto ai bambini quando agli adulti. È la storia di una lumaca coraggiosa che si chiede il perché della propria lentezza, e lentamente, molto lentamente, parte alla ricerca della risposta.

Storia di una lumaca

Le lumache sapevano di essere lente e silenziose, molto lente e molto silenziose, e sapevano anche che quella della lentezza e quel silenzio le rendevano vulnerabili, molto più vulnerabili di altri animali capici di muoversi rapidamente e di lanciare grida d’allarme. Per evitare che la lentezza e il silenzio le impaurissero preferivano non parlarne, e accattavano di essere come erano con lenta e silenziosa rassegnazione.

“lo scoiattolo squittisce e salta svelto di ramo in ramo, il cardellino e la gazza volano veloci, uno canta e l’altra stride, il gatto e il cane corrono veloci, uno miagolo e l’altro abbaia, ma noi siamo lente e silenziose, è la vita e non c’è niente da fare” sussurravano sempre le più anziane.

Fra loro però c’era una lumaca che, pur accettando una vita lenta, molto lenta, e tutta sussurri, voleva conoscere i motivi della lentezza.