Il Re a Monaco

Doctor_SleepIn questo post  racconto la mia avventura a Monaco di Baviera per partecipare alle presentazione di Doctor Sleep, seconda tappa del tour europeo di Stephen King. Troverete un po’ di consigli sul viaggio in solitaria in treno, se invece siete interessati a visitare la città in macchina o tramite  tour organizzato vi suggerisco questo articolo con un confronto, le principali attrazioni e l’Oktoberfest.

Questa storia comincia il 16 settembre 2013, con una mail inviata allo staff del Krimifestival di Monaco di Baviera pochi minuti dopo l’apertura delle prenotazioni per la conferenza del 19 novembre di Stephen King al Circus Krone, per la presentazione di Doctor Sleep, e la successiva snervante attesa di una risposta. Mi sono assicurata un posto per la modica cifra di 30.50 euro.

Il viaggio in treno

Essendo da sola, ho deciso di viaggiare in treno e ho comprato i biglietti sul sito della DB Bahn, le ferrovie tedesche.  Controllando il portale in anticipo e con una certa costanza, ho speso 39 euro a tratta, con partenza da Bologna e arrivo alla stazione centrale München Hauptbahnhof, per un totale di 78 euro.  In entrambi i casi partenza alla mattina e arrivo al pomeriggio, sette ore a viaggio.

Monaco

Il treno è risultato pulito, i sedili comodi. Io non ho prenotato un particolare posto a sedere, e se si viaggia da soli non è necessario, perché molte cabine erano vuote. Verso le ultime stazioni il treno tende a riempirsi di pendolari che si muovono per piccole tappe interne. C’è la carrozza ristorante, ma non ho usufruito del servizio se non per una cioccolata in tazza abbastanza deludente.

Bologna Monaco: 11.52-18.25 (EC84)
Monaco Bologna: 13.00-16.20 (EC85)

L’ostello

Ho cercato un ostello vicino alla stazione centrale, perché sarei arrivata e ripartita da lì e il Circus Krone è poco distante. Ho fatto una ricerca anche per stanze private su Airbnb, ma i costi erano eccessivi rispetto all’offerta.  Ho quindi prenotato un letto in una camera da tre all’ostello Euro Youth Hotel, due notti con colazione al costo di 37.50 euro. Per chi ha voglia di conoscere qualcuno del posto e si accontenta di un divano, consiglio il couchsurfing.

Io sono stata contentissima e consiglio vivamente l’Euro Youth. Grande pulizia delle camere e dei bagni, divisi al piano in uomini e donne. La stanza aveva gli armadietti interni da chiudere con il proprio lucchetto. Non lasciate mai niente in giro.

Pauliner rest

L’ostello ha un bar dove bere una birra alla sera e in cui viene allestita una colazione internazionale alla mattina, a mio avviso più che soddisfacente. Lo staff è stato gentile e disponibile.

Inoltre l’ostello dista dal centro storico una ventina di minuti a piedi, e una visita non si può negare. Proprio lungo la via principale per Marienplatz c’è la Paulaner Bräuhaus, locale dall’aspetto, il cibo e la birra assolutamente tipici! Per il pranzo consiglio il mercato fisso a due passi dalla piazza.

La conferenza

Il Circus Krone è la versione in muratura di una tenda da circo, pianta circolare con palco rotondo e tetto spiovente. Contiene circa 3.000 persone e per la conferenza di Stephen King era pieno.

Circus Krone

La biglietteria apriva verso le 16 e ritirato il ticket mi sono messa in fila all’entrata, insieme a una ventina di fedelissimi. L’apertura era prevista alle 19.30 e l’inizio dello spettacolo alle 20.30. Posso assicurarvi che aspettare 3 ore e mezza in piedi, nell’amabile inverno bavarese, è stato alquanto provante. Soprattutto quando mi sono resa conto di avere indosso delle scarpe troppo leggere e che stava iniziando a piovere – e non avevo l’ombrello. Comunque cercare di scongelarsi le dita dei piedi può essere un modo di passare il tempo, come fare quattro chiacchiere sul tuo libro preferito di King con il povero diavolo di fianco a te. Tra l’altro mi sono resa conto di essere una lettrice di serie B rispetto ai fanatici che erano presenti (c’era da aver paura a dire che i primi volumi della Torre Nera non mi sono piaciuti ). Alla fine si era formata una coda lunghissima e io sono stata fra i primi dieci ad entrare.

Krone interno 1

Corsa per accaparrare il posto migliore, perché non erano assegnati, se non le sedute vip all’interno dell’anello, sotto al palco. L’allegria nell’aria era contagiosa, eravamo un sorridente migliaio di persone felici di essere dove stavano.  Arrivati a questo punto stavo morendo di fame, così, dopo aver abbandonato la giacca e la borsa vuota sul mio fantastico posto in prima linea e frontale, sono andata al bar a prendermi un panino, tra l’altro bellissimo, e un bicchierone d’acqua. Quindi torno indietro. Sulla mia sedia c’erano giacca e borsa, ma io avevo nella mano destra il cibo, in quella sinistra l’acqua, e non c’era nessuno spazio di manovra o possibile appoggio. I miei vicini si rendono conto dell’impasse, così rifilo l’acqua al ragazzo di destra, e  il signore di sinistra mi sposta la roba dalla sedia. Io mi siedo, il ragazzo mi allunga il mio bicchierone, e il signore mi appoggia sulle gambe la mia roba, tipo regina. C’è stato da ridere. Eravamo troppo allegri.

Panino al Krone

La conferenza è stata molto carina. Scenario folcloristico, considerando che Stephen King è uscito da dietro un sipario rosa con sopra lo stemma del Circus Krone, e cioè un corona bombata.  L’intervista è stata simpatica, sia grazie allo spirito strafottente di King che all’umorismo del presentatore, che oltre a porre le domande traduceva in tedesco con una precisione da non credere.

King ha poi letto un paio di pagine di Doctor Sleep, e di certo quello è stato il momento più bello, perché poi nell’intervista si sono ripetute un po’ le solite cose. C’è stata anche la lettura da parte di un attore tedesco, di cui non ho capito nulla. Infine c’era una lotteria legata ai biglietti con in premio il romanzo autografato da King, ma ha vinto il timbro del leone e io avevo una beota giraffa.

Una valutazione complessiva

La conferenza è stata un’esperienza magnifica, e viaggiare da soli fortifica l’animo, ma non penso ripeterò l’avventura nel caso in cui in futuro se ne ripresenti l’occasione. Sono arrivata a Monaco la sera del 18 novembre, il 19 l’ho passato al Museo delle Scienze e poi in fila davanti al Krone e alla conferenza. Il 20 sono ripartita alle 9.30. Una corsa entusiasmante, ma pur sempre una corsa.

Perché ci sono andata? Perché Stephen King fa parte del mio Pantheon di Dei Scrittori, e avevo bisogno di verificare che fosse effettivamente umano. Ora lo so, è carne e ossa, come me.

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