Io sono Malala, di Malala Yousafzai

io-sono-malalaIl 9 ottobre 2012 un talebano sale sul pullman scolastico in cui sta viaggiando la quindicenne Malala, e le spara alla testa. Perché? Perché Malala ha avuto il coraggio di lottare per l’affermazione dei diritti civili e l’istruzioni delle bambine di Mingora, nella valle dello Swat, quando l’istruzione era stata bandita da un editto dei talebani. E le sue armi sono la voce e la penna, prima attraverso il blog della BBC con cui racconta la vita sotto il regime talebano, poi con le numerose conferenze a cui partecipa.

Malala viene curata prima in Pakistan e poi a Birmingham, e sopravvive all’attentato. Oggi è la più giovane candidata al Premio Nobel per la pace, proposta nel 2013 e una seconda volta nel 2014. Ha creato il Malala Fund, per l’istruzione di tutte le bambine del mondo, rifiutando di farsi zittire dalla violenza e continuando a portare avanti la sua campagna.

In futuro non voglio essere ricordata come “la Ragazza a cui Spararono i Talebani” ma come “la Ragazza che ha Lottato per l’Istruzione”. Questa è la causa a cui voglio dedicare la mia vita.

Il 12 luglio 2013, in occasione del suo sedicesimo compleanno, Malala parla alle Nazioni Unite, indossando lo scialle appartenuto a Benazir Bhutto, in un appello all’istruzione dei bambini del mondo.