The Tales of Beedle the Bard, di J.K. Rowling

Le fiabe di Beda il Bardo nascono come un pseudobiblion, un libro mai scritto ma citato come vero nelle pagine di Harry Potter e i Doni della Morte, settimo e ultimo volume della serie. La raccolta di fiabe viene lasciata in eredità da Silente a Hermione Granger, che dovrà tradurlo dalle rune per scoprire la La storia dei tre fratelli.

Ora Le fiabe di Beda il Bardo esistono veramente, pubblicate nel 2008 con lo scopo di aiutare l’associazione  Children’s High Level Group. Il libro vuole essere tradotto dalle rune da Hermione Granger in persona, e si compone di cinque favole:

  1. The Wizard and the Hoppig Pot
    (Il Mago e il Pentolone Salterino);
  2. The Fountain of Fair Fortune
    (La Fontana della Buona Sorte);
  3. The Warlock’s Hairy Heart
    (Lo Stregone dal Cuore Peloso);
  4. Babbitty Rabbitty and her Cackling Stump
    (Baba Raba e il Ceppo Ghignante);
  5. The Tale of the Three Brothers
    (La Storia dei Tre Fratelli);

Al seguito di ogni fiaba è riportato il commento di Albus Silente, che ne illustra la morale e il contesto storico (naturalmente immaginario), lasciando trapelare un po’ della sua vita personale.

Questo è di certo un libro che fa sorridere gli amanti della saga del maghetto Harry Potter, e mi immagino le nonne del futuro, che sedute affianco ai nipotini assonati, oltre a raccontare I Tre Porcellini e Cappuccetto Rosso, leggono La Fontana della Buona Sorte o Baba Raba e il Ceppo Ghignante. La morale della storia è sempre quella!

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